Grano sardo per Pasqua biellese distribuito a S. Giuseppe di Riva

nenneresNel continente europeo il risveglio stagionale della natura è caratterizzato da ritualità ereditate e trasferite nella c.d. cultura Giudaico-cristiana. Innestato nel Libro dei profeti, il Cristianesimo in primavera festeggia la Pasqua: passione, morte e resurrezione di Gesù Salvatore; per gli Ebrei, “passaggio” verso la Terra promessa. In questo periodo, nel cuore dell’Europa continentale permane l’uso di appendere uova colorate ai rami ancora spogli degli alberi. Nell’intimità domestica e nei pubblici viali, uova di colomba, gallina, oca e struzzo, indicano nei vivaci cromatismi il ritorno della natura nel suo perenne ciclo di morte e rinascita/resurrezione. Nella civiltà mediterranea, diretta erede della coltura/cultura orticola frumentaria proveniente dalla Mezzaluna fertile, assolvono questo compito semi di grano, orzo, ceci, lenticchie e lino.
In Sardegna, isole e penisola, sono ancora in uso “sos nenneres”, piatti di grano fatto germinare al buio da portare in chiesa il Giovedì Santo per decorare l’altare del Santissimo Sacramento. Gesti antichi di religiosità popolare molto diffusi dalla Persia, all’India e, fino a un recente passato, anche ai piedi delle Alpi; ancora presenti, senza interruzione di continuità, in alcune comunità ecclesiali piemontesi.
Sabato 11 marzo 2017, a Biella, alle ore 16.30, presso la chiesetta “Pio transito di San Giuseppe” di Riva, alla fine della Messa verranno benedetti e distribuiti sacchetti di frumento proveniente dalla Nurra di Alghero con allegate le istruzioni per preparare “sos nenneres”, preghiere, consigli e intenzioni in preparazione della Pasqua.
Fino a domenica 26 marzo, sacchetti di grano saranno disponibili anche presso la sede di Su Nuraghe in via Galileo Galilei, 11. a Biella.

Simmaco Cabiddu

Sardi alla novena di San Giuseppe in memoria di Giulia Gravellu

Giulia Gravellu in abiti tradizionaliSabato 11 marzo, presso la chiesetta “Pio transito di San Giuseppe” di Biella/Riva, partecipazione della Comunità sarda al secondo giorno della novena di San Giuseppe con esposizione del Santissimo, adorazione, recita del Sacro Manto e litanie di San Giuseppe.
Alle ore 15.45, dalla sede di via Galileo Galilei, 11, una delegazione di Su Nuraghe si incamminerà verso l’antico sacello che sorge sulla vecchia strada per Oropa. In testa, davanti allo stendardo processionale di Santa Maria di Oropa e sant’Eusebio da Cagliari, le launeddas, antico strumento a fiato suonato dai giovani virtuosi Nicola Diana e Maurizio Caria. A metà cammino, sosta davanti ai ruderi della chiesa di San Rocco per incontrare i confratelli della “Pia Unio a Transitu pro Morientibus Adiuvandis”, l’Associazione di Apostolato per la preghiera in soccorso dei morenti, fondata un secolo fa da San Luigi Guanella, presieduta da Gabriele Prola. Assieme saliranno verso la meta per partecipare alla Santa Messa del Priorato e per tutti i benefattori della chiesetta.
Come per le passate edizioni, la santa liturgia officiata da don Donato Vassanelli, dei Servi di Nazareth, sarà animata dalle Voci di Su Nuraghe coordinate da Giacomo Canu e da Renzo Boin, accompagnate all’organo da Roberto Perinu.
Tra le intenzioni, suffragio per la piccola Giulia Gravellu recentemente scomparsa e vicinanza alla sua Famiglia duramente provata. Così come avrebbe fatto Giulia, la cugina Iris indosserà in sua vece gli abiti tradizionali sardi, accompagnando il cugino Lorenzo.
Alla fine della cerimonia, sul sagrato verrà distribuito il grano benedetto per preparare “sos nenneres”, il biondo grano germinato al buio, da portare nelle chiese della parrocchia di appartenenza il prossimo Giovedì Santo.

Battista Saiu

Nell’immagine: Giulia Gravellu in abiti tradizionali

Torta e mimose a Su Nuraghe per nonne, mamme e figlie

Donne, torta e mimose a Su Nuraghe

Le donne sono state le protagoniste, al centro della Festa di Su Nuraghe svoltasi Sabato 4 marzo nella sala della biblioteca addobbata con sfere e festoni gialli. In anticipo rispetto alla data di marca, il tradizionale appuntamento dedicato all’altra metà del cielo è stato animato dall’amata Jolanda, che subito ha chiamato in pista le donne. È stato bello vedere la partecipazione di figlie, mamme e nonne servite, almeno per una volta, dai maschi del Circolo, con il presidente Battista Saiu che nel porgere i fiori le ringraziava ad una ad una per la graditissima presenza.
Confezionati dall’Angolo del Fiore di Biella, i simpatici rametti di mimosa nella varietà “Gaulois”, dai capolini particolarmente voluminosi, provengono direttamente dalla Sardegna. Nell’Isola la pianta esotica – originaria dell’Oceania, diffusissima in Tasmania – si è ben acclimatata offrendo maestose fioriture.
Un applauso ha accolto l’entrata in sala della grande torta dedicata alle donne, appositamente preparata dalla Gelateria Bertinetti.
Prima del taglio e della distribuzione dello spettacolare dolce, la premiazione delle migliori maschere scelte e votate durante la recente festa di Carnevale, con la consegna di cesti ricolmi di prodotti dell’enogastronomia sarda.

Eulalia Galanu

Su Nuraghe Calcio Biella vince 7-3 contro Papale F.C.

Ragazzi di Su Nuraghe Calcio, festa negli spogliatoi

Immagini del Campionato

Tornano a casa vittoriosi i ragazzi di Su Nuraghe Calcio Biella con lo spettacolare risultato di 7 palloni messi in rete contro i 3 di Papale F.C, combattiva formazione coordinata da Alessandro Moratto. La prima giornata del girone di ritorno conferma la seconda posizione nella classifica per i giovani che giocano con le insegne della Sardegna che incalzano gli imbattuti “Serramenti Biellesi” saldi in testa al campionato di calcio a 7. L’edizione 2016-2017, in diverse formulazioni, vede oltre 500 giovani atleti coinvolti. Attività meritoria svolta sotto l’egida di A.C.S., Attività Sportiva Confederate, Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI.
Prossima sfida giovedì 9 marzo, alle ore 22:00, nel campo di casa, presso il Centro Sportivo “Vittorio Pozzo” di Ponderano per incontrare “Eurobet Gaglianico”, squadra forte, coordinata da Stefano Spilinga; formazione che segue e insidia la giovane compagine che sul petto porta orgogliosamente lo stemma della Sardegna.

Efisangelo Calaresu

Ideali risorgimentali tra Alpi e Tirreno, Emilio Campra di Graglia a Thiesi

Biella, lo storico bar sardo Mighela

Mese di Marzo. Su Calendariu 2017 è il messaggio, tangibile e visivo, attraverso il quale la Comunità dei Sardi di Biella vuole fornire il proprio contributo alla memoria quale elemento fondamentale per la consapevolezza nell’affrontare il presente e costruire il domani.

L’Unità d’Italia, proclamata il 17 Marzo 1861, vide il suo coronamento attraverso la partecipazione di ideali e di sangue di uomini di diversa origine ed estrazione. Nel percorso verso questa meta tappa emblematica fu costituita dalla c.d. “Spedizione dei Mille” guidata da Giuseppe Garibaldi, l’Eroe dei due mondi capace di muovere masse di giovani e volenterosi alla missione nazionale da ogni angolo della Penisola. Recenti ricerche storiche hanno condotto nel Biellese, tra i tanti, ad identificare 27 garibaldini della Valle Elvo, di cui 7 che presero parte proprio alla celeberrima Spedizione del 1860. Alcuni tra questi Garibaldini biellesi risultano essere poi emigrati in Sardegna, ove ancora riposano. Esemplare, poi, la storia di Emilio Campra che, dal paese alpino di Graglia, giunse sull’Isola sul finire dell’800 e del quale i racconti familiari narrano un passato da garibaldino dell’ultima ora con conservazione di alcuni reperti fra cui una carabina. Sposatosi a Thiesi (SS), chiamò il primo figlio Menotti, utilizzando lo stesso nome del primogenito di Garibaldi, probabilmente in onore al suo mito con il quale pare abbia avuto rapporti nella fase finale delle iniziative garibaldine. Di lui sappiamo che fu imprenditore e costruttore di tratti di ferrovia e parte delle banchine del porto di Olbia, dopo esordi lavorativi locali da selciatore. Morto a Bologna l’11 dicembre 1916 all’età di 68 anni, da tali dati è possibile ipotizzare che sia stato realmente garibaldino dando credibilità alle relative voci e narrazioni popolari sul suo conto.

Gianni Cilloco

Nell’immagine: Biella, lo storico bar sardo Mighela in centro città (inizio Novecento).