1° Campionato Sardo di Mariglia – Olbia, 9/10/11 dicembre – ponte dell’Immacolata, presso Mercure Olbia Hermaea – Circoli in mezza Europa formati da emigrati che in valigia hanno messo un mazzo di carte sarde – Canarie e Sardegna accomunate da un gioco di carte molto simile – Per saperne di più visita il sito www.mariglia.it

L’idea di organizzare ad Olbia il Campionato Sardo di Mariglia nasce tra gli agenti della “Manzoni”, la concessionaria pubblicitaria della “Nuova Sardegna”. Il responsabile, Antonio Filigheddu, mi convoca in ufficio. “Ho un’idea da proporti”. Lui, la Mariglia la conosce bene e la gioca regolarmente, io invece che ho solo un paio di giocatori in famiglia ho visto giocare nelle feste e poco più.
Cominciamo così, tassello dopo tassello a costruire l’evento. Telefonate incrociate, verifiche, informazioni, contatti e, giorno dopo giorno, le ipotesi si trasformano in realtà. La prima edizione del Campionato Sardo di Mariglia si disputerà a dicembre nel ponte dell’Immacolata! Proviamo a testare l’idea con gli amici: tutti entusiasti e ci incoraggiano ad andare avanti. Comincio a scoprire giocatori dappertutto! Circoli di Mariglia in ogni paese. Coppie di anziani ma anche di giovanissimi.
Circoli in mezza Europa formati da emigrati che in valigia hanno messo un mazzo di carte sarde e tra un “trionfo” e un “frillo” si sentono a casa giocando a Mariglia. E scopro che il gioco ha origini spagnole (¡El Hombre!) ed è arrivato in Gallura passando per La Maddalena. Chiamo amici spagnoli, spiego loro le regole generali, faccio vedere il sito e qualcuno mi dice che a Puero de la Cruz (Tenerife, Canarie) giocano la “Zanga”.Continua a leggere →


Sabato 15 ottobre, alle ore 21, al Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella, appuntamento autunnale con i “Sapori di Sardegna“. Rita Pistori di Iglesias, presenterà “is pastiglias“, un dolce di mandorle che viene preparato in occasione di battesimi, cresime e matrimoni. Si tratta di una variante dei più noti “guefos” o “sospiros incappados“, rivestiti di un sottile strato di glassa bianca, schiacciati – nel caso de is pastiglias – a formare un disco spesso pochi millimetri; immancabili durante “su cumbidu“, il rinfresco offerto in casa prima e dopo le cerimonie religiose.
