Route a Bose, passando per Oropa e Nuraghe Chervu

Gruppo scout Guspini Uno a Nuraghe Chervu

Per chi viene in visita a Biella, tappa d’obbligo è il santuario di Oropa. Meno scontati sono altri potenziali centri di interesse che il territorio è in grado di offrire a nuovi turisti. Negli ultimi giorni di luglio gli scout del gruppo “Guspini 1”, guidati da Enrico Angius e da don Daniele Porcu, viceparroco della parrocchia di San Nicolò di Guspini, sono partiti dall’aeroporto di Cagliari “Elmas” per raggiungere Bergamo “Orio al Serio”. Poi, in treno da Milano fino a Salussola – ultima tratta ferroviaria mai elettrificata come in Sardegna – con pernottamento sul sagrato della chiesa, accolti dal parroco don Ludovico Debernardi.
La mattina successiva, di buon ora, levate le tende, scout e loro guide si sono messi in “route” a piedi sul versante biellese della collina morenica della Serra, alla volta di Magnano, pellegrini del terzo millennio verso Bose, dove opera la Comunità di monaci e di monache appartenenti a chiese cristiane diverse.
Qui, issate di nuovo le tende per quattro giorni, i giovani sardi hanno dimorato presso l’area attrezzata messa a disposizione dal monastero partecipando all’esperienza di comunità, vivendo vita e ritmo dei monaci. Continua a leggere →

Donne sarde e Valëtte an ĝipoun: ordito e trama, prezioso tessuto di laboriosità

Museo delle migrazioni, allestimenti

Pettinengo, Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli – inserito nella Rete Museale Biellese – aperto tutte le domeniche, ore 14:00-19:00. Info e contatti: Idillio, 3343453649 – Ingresso libero.

Nel celebrare il trentesimo compleanno della “Casa Museo dell’Alta Valle del Cervo”, la Sardegna e la Valle del Cervo appaiono unite da fili invisibili, come ordito e trama di un tessuto prezioso di laboriosità. Nel loro migrare per il mondo i “valìt” hanno realizzando ponti, strade, ferrovie, palazzi pubblici e privati; circa un migliaio le opere architettoniche costruite nella sola Sardegna da oltre sessanta impresari biellesi provenienti dalla Valle del Cervo. Comunità di donne e di uomini laboriosi e intraprendenti, ricchi di ingegno, fedeli alla loro terra avara, capaci di amare, ricambiati, quelle di adozione.
Ben si addice quanto scriveva Nello Casale in una sua poesia: “Men sciarégne” mani abili, alacri, operose. Continua a leggere →

Conoscere, Ricordare, Tramandare: “Sassarini” ad Asiago

Altopiano di Asiago, cimitero dei Caduti della Brigata SassariDal 3 al 6 agosto, la F.A.S.I., Federazione Associazioni Sarde in Italia, con la presidente Serafina Mascia ha partecipato alle iniziative ideate dal Comune di Asiago “Conoscere, Ricordare, Tramandare”, inserite nell’ambito del progetto “Centenario della Grande Guerra nei luoghi della memoria”. Evento articolato in più giornate, svolto in collaborazione col Comando Forze Operative Nord, Regione Veneto e Rai Storia, culminate sabato 5 con la salita a Monte Zebio e sosta al Cimitero di guerra della Brigata “Sassari”, commemorazione dei Caduti e concerto musicale sull’Altopiano a cura del Coro di Asiago.
Domenica 6, l’Ensemble vocale “In Cantigas” di Cagliari, diretto dal M°. Gaetano Mastroiaco e con la partecipazione dell’attore Marco Spiga, ha proposto “Ta-pum… Ta-pum… voci dal fronte”.
Fra i brani musicali scelti, due affondano le radici nella tradizione popolare della Sardegna: “A diosa” e “Cunservet Deus su Re”.
Il primo, scritto nel 1915 dal poeta avvocato di Sarule Salvatore Sini, meglio conosciuto come “No potho reposare”, musicato nel 1920 dal compositore cagliaritano Giuseppe Rachel, richiama il distacco dall’amata per la partenza alle armi. Continua a leggere →

Passaporto per l’estero, destinazione: Sardegna

Locandina

Pettinengo, Rete Museale Biellese, Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli – aperto tutte le domeniche, ore 14:00-19:00. Info e contatti: Idillio, 3343453649 – Ingresso libero.

Dopo mesi di viaggio per terra e per mare finalmente alla bisnonna Giovannina era giunta quella lettera tanto attesa: “resta vicino al tuo fuoco, perché il mondo fuori è cattivo”. Così scriveva nel 1873 il mio bisnonno paterno, Giorgio, da Arequipa nel lontano Perù.
Il fuoco… la Bürch… la casa, calamite inesauribili che guidavano i passi degli uomini valligiani, pionieri di quell’epoca, sereni e fiduciosi in chi avevano lasciato a custodire ciò che era più caro: la famiglia e le proprietà. Continua a leggere →

H come Hospiton, una parola sarda al mese: Ospitòne

l'incipit H, in Giampaolo Mele, Die ac NocteOSPITÒNE antichissimo nome personale della Sardegna, appartenuto al re, o capo supremo, dei Barbaricini. È stato reso famoso da una lettera che papa Gregorio Magno gl’inviò nel maggio del 594, esortandolo a consentire al vescovo Felice, coadiuvato dal missionario Cyriaco, di convertire al cristianesimo il popolo dei montanari, che ancora adoravano ligna et lapides ossia totems e menhirs.
Ospitone è cattiva grafia. Gli studiosi sardi traducono così dall’intestazione della lettera (l’unico punto dove appare il nome) la quale recita «Gregorius Hospiton duci Barbaricinorum». Essi non tengono conto che Hospiton è un dativo, scritto così perché il Papa non considerava tale nome di origine latina ma di origine straniera. Fosse stato di origine e forma latina, il nominativo sarebbe stato Hospiton ma il dativo avrebbe dato Hospitoni, e Gregorio (famoso per la sua cultura) non avrebbe sbagliato il nome di un personaggio al quale rivolgeva una petizione di somma importanza. Quindi Hospiton era nome straniero, né più né meno come Joseph, intraducibile per i Latini. Sembra ovvio che a Gregorio non sia neppur lontanamente balenato di accostare il personale Hospiton al latino hospes, hospitis; e nemmeno noi riteniamo percorribile l’accostamento, poiché l’etimologia di hospes porterebbe all’akk. waššābu ‘risiedere, trattenersi in una casa’. Peraltro dobbiamo fare i conti con l’iniziale H-, che spesso sottende una velare. Continua a leggere →