Agosto 2026, una parola sarda al mese: “T” come “TACCU”

descrizioneRadici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico di storia e di cultura sarda a Biella

TACCU è il nome di un fenomeno paesaggistico della Sardegna. Viene riferito propriamente alla forma pianeggiante della sommità delle giare, le quali sono tabulati elevati dai duecento ai seicento metri sulla pianura. Il fenomeno è relativamente recente, datato al disotto dei cinque milioni di anni.

Avvenne che l’antica base calcarea del territorio fu spinta in alto da forti pressioni eruttive, che infine forarono il calcare emettendo immense quantità di lava molto liquida, la quale si espanse tabularmente ricoprendo i calcari.

La traumatica fuoriuscita ha spesso “cotto” e tabularizzato le stratificazioni sottostanti, indurendole in forma di tavole sovrapposte (quasi come certi plastici che riproducono scalarmente le isoipse). Infatti il sd. taccu corrisponde al bab. takku ‘tavoletta’.

Continua a leggere →

Da “Su Nuraghe” una paròla piemontèisa al mèis, Agosto 2026, «M» come «Magon»

descrizione Omaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi” che fanno capo al Circolo culturale sardo “Su Nuraghe” di Biella. Magon è parola che accompagna l’ottavo mese dell’anno 2026 come la si ritrova in “Barba Tòni”, Barba Tòni Boudrìe, in Michel dij Bonavé”, Michele Bonavero, in Elisa Revelli e nella ricca produzione letteraria di “Tavo Burat”, Gustavo Buratti Zanchi.

Magon s.m. 1 cruccio, dispiacere, dolore || che bon pro a sté sèmper lì, ij magon a rumié, poponeve ij seugn ch’i seve nen bon a vive? [Tavo] = a che pro (a che fine, a che utilità, con quale scopo) stare sempre lì, a ruminare i dispiaceri, a coccolarvi con sogni che non siete capaci di vivere? || ah, ël magon d’esse mach pì na përzon, chiel ch’a savìa le gighe e le canson e ch’a l’avìa maitass d’esse cantà [Barba Tòni] = ah, il chiuso dolore d’essere soltanto più una prigione, lui che sapeva le gighe e le canzoni e che smaniava dal desiderio di essere cantato 2 affanno, angoscia || dësmemorià ‘d magon [Revelli] = immemori degli affanni || sfirajand ën magon an s’na tòpia [Revelli] = sbriciolando un’angoscia su un pergolato 3 tristezza || avra ‘l magon, avra la gòj ën mè cheur ës logiavo [Revelli] = ora la tristezza, ora la gioia albergavano nel mio cuoresagrin

Continua a leggere →

“Su Nuraghe” accoglie il canto per Guccini di Nicola Loi: la libertà nel vento, la memoria nella parola

descrizione Ci sono parole che non appartengono soltanto a chi le pronuncia. Una volta affidate al ritmo, alla musica, al verso, si sottraggono alla loro breve durata e cominciano un viaggio che nessun commiato riesce a interrompere. La poesia nasce, forse, proprio da questa ostinazione: dare una forma all’indicibile, sottrarre al silenzio ciò che nell’animo umano è più profondo, consegnare al tempo ciò che il tempo sembrerebbe destinato a cancellare.

Per questo, nel giorno della morte di Francesco Guccini, i versi giunti al Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella acquistano il valore di un incontro oltre la distanza e oltre l’assenza. A scriverli è Nicola Loi, poeta di Ortueri, che sceglie la lingua dei padri per rivolgere il proprio saluto a un artista che, per oltre mezzo secolo, ha attraversato la coscienza italiana con il passo inquieto di chi non si accontenta delle risposte ricevute.

Continua a leggere →

Eusebio da Cagliari / Eusebio di Vercelli: il santo che unisce due terre

descrizione Il cammino di Sant’Eusebio continua nei Circoli dei Sardi del Piemonte

Sedici secoli dopo il primo vescovo “sardus natione”, la memoria si fa presenza: fede, cultura e migrazione rinnovano un’antica fraternità tra Sardegna e Piemonte

Ci sono uomini che appartengono al loro tempo e uomini che finiscono per appartenere ai secoli. Sant’Eusebio è uno di questi. Nato sulle rive del Mediterraneo e chiamato a edificare la Chiesa ai piedi delle Alpi, egli continua ancora oggi a percorrere quella strada invisibile che unisce la Sardegna al Piemonte, trasformando una vicenda personale in una storia collettiva, una migrazione in una vocazione, un confine geografico in una comunità spirituale.

Continua a leggere →

Nuraghe Chervu, il rito della memoria: Biella rende onore ai Caduti della Sardegna e d’Italia

descrizioneAltre immagini

Tra storia, spiritualità e tradizione, la Festa sarda rinnova il legame tra l’Isola e il Piemonte nel segno della pace e della memoria condivisa

È stato il momento più intenso e solenne della quattro giorni della Festa sarda, svoltasi a Biella dal 18 al 21 giugno, quello celebrato nell’area monumentale di Nuraghe Chervu, dove la memoria dei Caduti sardi si è intrecciata, ancora una volta, con quella dei Caduti biellesi e dell’intera Nazione, trasformando il ricordo in un’esperienza collettiva di alto valore civile, storico e spirituale.

Continua a leggere →