Il dono della poesia è, prima di tutto, un atto di responsabilità civile e culturale. Con i suoi versi dedicati a Sant’Antonio del Fuoco, Nicola Loi, di Ortueri, offre alla Comunità sarda che vive ai piedi delle Alpi non solo un testo letterario di alto profilo, ma un segno di appartenenza e di continuità, capace di rinsaldare legami e di rinnovare una memoria collettiva, che attraversa i secoli e le geografie.
Poeta contemporaneo dalla voce autorevole, Loi si muove come un vate moderno, erede di una storia millenaria che affonda le proprie radici in su connottu, “il conosciuto”: quell’insieme di saperi, riti e simboli, che costituiscono l’ossatura profonda dell’identità sarda. La sua scrittura, salda nella tradizione e insieme aperta al presente, restituisce alla parola poetica la funzione originaria di guida, capace di indicare valori condivisi, invocare pace e promuovere la convivenza comunitaria.

Radici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico di storia e di cultura sarda a Biella
A Biella, dove le vette alpine custodiscono memorie lontane e il vento porta echi di mare, si è spento il cuore di Maria Teresa Bullegas. Aveva 76 anni, un’esistenza intessuta di viaggi, radici profonde e slanci generosi.
