Sardi dell’altrove all’ombra del Mucrone

partecipanti alla serata con al centro Valentina Falvo con papà e mamma

Sabato scorso, Valentina Falvo ha completato il XXI ciclo di Su Nuraghe Film, rassegna nella quale sono coinvolti Sardi di seconda e di terza generazione, nati fuori, lontano dall’Isola, chiamati a presentare opere riguardanti la Sardegna. Al centro della serata, la lezione di cinema con in cartellone due dei nove cortometraggi selezionati durante la 22esima edizione di Visioni Italiane: “El vagon”, di Gaetano Crivaro e Andrés Santamaria e “Per Anna”, di Andrea Zuliani. Il festival cinematografico è nato nel 1994 per dare spazio a tutti i lavori dal formato irregolare che ogni anno vengono realizzati da giovani autori sul territorio nazionale e che rimangono per lo più invisibili: cortometraggi, documentari, film sperimentali, opere d’esordio in cerca di una distribuzione. Continua a leggere →

Da Pavia a Biella per “La madre dell’ucciso” e “Nuraghe Chervu”

Biella, foto ricordo a Nuraghe Chervu

Domenica scorsa, primo giorno di apertura della Rete Museale Biellese, un pullman di Sardi è arrivato da Pavia per venire a visitare il Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli recentemente inaugurato a Pettinengo ed ammirare la statua marmorea “la madre dell’ucciso” di Francesco Ciusa, presentata in gesso alla Biennale di Venezia del 1907.
Poter contemplare l’opera di Ciusa, capolavoro col quale la Sardegna irrompe nella storia dell’arte italiana ed internazionale del Novecento, vale ben un viaggio sulle Alpi biellesi attraverso strade che portano e finiscono qui.
Nella Malpenga, una delle ville più maestose e lussuose del Biellese, per 75 anni è stata custodita l’importante opera dell’artista sardo, arrivata in Piemonte grazie alla munificenza del conte Vittorio Buratti.
Prima tappa della comitiva pavese: Oropa, partecipazione alla Messa festiva e incontro con mons. Salvatore Pompedda di Ozieri (Sassari), collegiale in servizio al Santuario Eusebiano Alpino di Santa Maria del Monte, sulle orme di Sant’Eusebio da Cagliari, patrono del Piemonte, introduttore del culto mariano ad Oropa ancora pagana. Poi pranzo a Biella seguito da visita all’area monumentale di Nuraghe Chervu e al giardino mediterraneo, meta sempre più proposta da operatori turistici. Continua a leggere →

Cerimonia a Nuraghe Chervu, 200 anni della Polizia Penitenziaria

Agenti di Polizia Penitenziaria di Biella e Fanti piumati, preceduti dai suonatori di launeddas Tore Agus, Nicola Diana e Maurizio Caria

Domenica 18 giugno, alle ore 12:00, a Biella, la XXIII edizione della Festa sarda “Sa Die de sa Sardigna” si trasferisce presso il piazzale della Pasticceria Brusa in via Ferruccio Nazionale, 3, per poi raggiungere in sfilata l’area monumentale di Nuraghe Chervu e omaggiare con fiori i Caduti sardi e i Caduti biellesi della Grande Guerra.
Nel Bicentenario di fondazione (1817-2017), saranno presenti Agenti di Polizia Penitenziaria della Caserma “Alessandro Salaris” di Biella per innalzare il Tricolore sulle note della “Filarmonica Cossatese”. La nascita del Corpo risale a duecento anni fa quando, con “Regie Patenti, il 18 marzo 1817, Vittorio Emanuele I, per grazia di Dio Re di Sardegna, approvava il Regolamento relativo alle Famiglie di Giustizia, dopo che il 15 ottobre del 1816 vennero definitivamente fissate le attribuzioni del Corpo de’ Carabinieri Reali“, riducendo “le incombenze dei soldati di Giustizia alla custodia interna delle carceri“.
Affiancati dai Fanti piumati dell’Associazione Nazionale Bersaglieri d’Italia, sezione di Biella, guardia d’onore alla tomba del Fondatore, la cerimonia sarà accompagnata dal suono delle launeddas di Tore Agus, Nicola Diana e Maurizio Caria. A seguire, la benedizione delle Donne del Grano e quella religiosa in lingua sarda impartita da padre Bernardo Petrov, sacerdote ucraino, guardiano del Convento di San Francesco a Biella.
All’inizio e alla fine della cerimonia verranno esplose le salve bene augurali dei Fucilieri di Su Nuraghe. Continua a leggere →

Voceversa, gruppo vocale a cappella canta “Missa Majore” a Biella

Voceversa

Domenica 18 giugno, alle ore 10:15, la Festa sarda “Sa Die de sa Sardigna” continua nella basilica di San Sebastiano animata dalla “Filarmonica cossatese”, col breve intrattenimento musicale sul sagrato intitolato ad Alberto Ferrero della Marmora, Senatore del Regno di Sardegna, amico e studioso dell’Isola.
Le salve dei “Fucilieri di Su Nuraghe” scandiranno le fasi di inizio e fine cerimonia sulle note dell’Hymnu sardu Nationali (testo in lingua sarda di Vittorio Angius, musica del sassarese Giovanni Gonella), in vigore dal 1844, suonato in epoca repubblicana dalla Banda dei Carabinieri al Quirinale in omaggio al Capo dello Stato Francesco Cossiga che lo fece eseguire nel 2001 anche ai funerali dell’ultima Regina d’Italia, Maria José di Savoia.
Tenuto in grande considerazione dai sovrani, l’antico inno sacro sempre in vigore, dal 1946 è stato “provvisoriamente” affiancato e di fatto sostituito dal “Canto degli Italiani” di Goffredo Mameli e Michele Novaro che – come tante cose provvisorie – sostituisce la Marcia Reale, l’inno della monarchia. Continua a leggere →

Festa sarda tra “danza del ventre” e “ballu tundu”

Danzatrici del ventre

Sabato 17 giugno, ore 21, Biella, Chiostro di San Sebastiano: canti e balli sardi, musica, folklore e melodie alpine. Ospiti di eccezione, i ragazzi della classe III B della Scuola Media di Mosso: presenteranno il plastico di Budelli, l’isola dei Giovani salvata dalla speculazione; canteranno con Massimo Zaccheddu. Ingresso libero.

Tra gli ospiti della XXIII Festa sarda, un posto particolare viene riservato alle danzatrici del ventre, coordinate da Tiziana Perazzone, insegnante del laboratorio di danze caraibiche e balli “continentali” del Circolo Culturale Sardo di Biella.
Nell’attualità del presente in veloce evoluzione, con il mondo che diventa sempre più piccolo, vicino e colorato, Su Nuraghe volge lo sguardo oltre “il cortile di casa”, inserendo nei programmi di Sa Die de sa Sardigna 2017 elementi della tradizione coreutica che arrivano dal Vicino Oriente con radici e storia ancora più lontane, a significare, approcciare e valorizzare la ricchezza di cui l’altro è portatore, scoprendo assonanze e sorprendenti comuni radici. Così parrebbe essere la danza del ventre, un ballo praticato da sole donne, diffusissimo nel variegato universo arabo, noto come baladi o raks sharki, ossia “danza orientale”. L’aggettivazione “orientale” rimanderebbe all’India, il loro Oriente più prossimo. Oggi, da noi, la danza del ventre è conosciuta anche col termine inglese belly dance. Continua a leggere →