Una rimonta da brividi chiude la decima giornata: “Su Nuraghe” agguanta il 3-3 contro i “Giullari”

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Spettacolare recupero della formazione del Circolo Culturale Sardo di Biella nello scontro allo Sportec Center: quando il football diventa palestra di vita

Gaglianico, venerdì 12 dicembre – La decima giornata del campionato provinciale di Serie A Open si è conclusa con un pareggio che ha il sapore dell’impresa. La competizione, organizzata da R.C.B. (Ricreativo Calcio Biella) e A.S.C. (Attività Sportive Confederate), ente riconosciuto e patrocinato dal CONI, sotto la presidenza di Pino Lopez, ha regalato cinquanta minuti di emozioni pure.

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Sardi a Biella nelle immagini di Su Calendariu 2025, Dicembre

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Le immagini raccolte in Su Calendariu 2025 del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe ci accompagnano nello scorrere dei mesi. Illustrano alcune delle molteplici attività della composita comunità che risiede nel Biellese, forte di oltre 6.000 isolani presenti in tutti i settori della società.

Fin dal 1978, anno della sua fondazione, il Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe premia i suoi figli migliori, assegnando loro borse di studio per meriti scolastici. Pagelle e attestai, consegnati entro Dicembre per la Festa degli Auguri, vengono valutati da apposita commissione.

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Budelli tradita: abbandonata dalla politica sarda l’Isola salvata dieci anni fa dai giovani di Mosso

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L’impegno straordinario degli studenti biellesi per preservare la spiaggia rosa si infrange contro l’inerzia e l’inefficienza dell’Ente Parco della Maddalena. A dieci anni dall’avvio della campagna “Non si sbudelli l’Italia”, restano solo promesse disattese e amarezza.

Nel febbraio 2025 ricorrevano dieci anni dall’avvio di un’esperienza di cittadinanza attiva che ha commosso e ispirato l’Italia intera. Tutto era nato quando venti ragazzi della classe 2ª B di Mosso, piccolo comune montano del Biellese, decisero di non restare indifferenti di fronte al destino incerto dell’Isola di Budelli, gioiello dell’arcipelago della Maddalena, custode della celebre “spiaggia rosa”. Un lembo di terra di straordinaria bellezza, dove la sabbia assume tonalità rosate grazie ai frammenti di un microrganismo, la Miniacina miniacea, che abita le praterie di posidonia e i cui gusci vengono trascinati a riva dalle correnti marine.

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Da “Su Nuraghe” una paròla piemontèisa al mèis, Dicembre 2025, «B» come «BAGNA BRUSCA, BAGNÀ, BAGNÉ»

descrizioneOmaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi” che fanno capo al Circolo culturale sardo “Su Nuraghe” di Biella – bagna brusca, bagnà, bagné sono parole che accompagnano il dodicesimo mese dell’anno come si ritrova nella ricca produzione letteraria di “Tavo Burat”, Gustavo Buratti Zanchi

Bagna brusca s.f. [culin.] sottaceto || bagna del pòvr’òm = intingolo per polenta

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Dicembre 2025, una parola sarda al mese: “M” come “MURISTÉNIS”

descrizioneRadici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico di storia e di cultura sarda a Biella

MURISTÉNIS in campidanese indica il recinto sacro attorno a una chiesa campestre; alla faccia interna del recinto s’addossano dei portici o persino casupole appartenenti ai novenanti che organizzano la sagra.

  Poiché il termine è foneticamente simile all’it. monastèro < gr. μοναστήριον‘dimora solitaria’, i filologi romanzi hanno assoggettato il termine sardo a quello greco-bizantino, il quale nel primo Medioevo era passato a significare il vero e proprio ‘monastero’ ossia il luogo dove convivono i monaci. Quella traduzione ha investito pure Muristénis, che è il nome sardo del paese oggi noto come Monastìr. In realtà i due termini campidanesi sono arcaici, precristiani, ed hanno sempre indicato il témenos, ossia il recinto sacro entro cui viene edificato un tempio.

  La base etimologica di muristénis, MuristénisMonastìr sta nel sumwro mur‘vestire, vestirsi’ + assiro išteniš ‘insieme; in totale’; ištēnû ‘single’, ‘in accordo, unito’ < ištēn ‘uno’ enfatico dopo un nome o davanti a un nome; usato specialmente in matematica; è infatti il numero ‘uno’; ‘single’; ‘il primo’; ištēnâ‘uno ciascuno, uno per uno’; a Mari (nell’Alta Mesopotamia) significò ‘tutto insieme’. Il significato di murišteniš fu in origine ‘banda, rifascio unitario’, o’ ‘circolo che racchiude l’Unità’ (ossia che protegge il Dio risiedente nel tempio).

  Però è possibile che il termine attuale muru ‘muro, muraglia’, pur passando per il sumero mur a indicare un “rivestimento” (di una corte, un cortile), possa ricavarsi dall’agglutinazione di sum. mu ‘crescere’ + ru ‘architettura’, col significato di ‘architettura in elevazione’, ‘struttura in elevazione’. Col che murišteniš significherebbe più semplicemente ‘muraglia unica’ o ‘muro che protegge l’Unità’.

  Va da sé che il toponimo moderno Monastìr sia la corruzione di un anticoMuristénis, e non è un caso che in campidanese il nome di questo paese abbia ancora l’arcaica pronuncia.

MURISTÉNIS in campidanese indica il recinto sacro attorno a una chiesa campestre; alla faccia interna del recinto s’addossano dei portici per i commercianti o persino casupole appartenenti ai novenanti che organizzano la sagra.

  Poiché il termine è foneticamente simile all’itmonastèro monaci. Quella traduzione ha investito pure Muristénis, che è il nome sardo del paese oggi noto come Monastìr. In realtà questi due termini campidanesi sono arcaici, precristiani, ed hanno sempre indicato il témenos, ossia il recinto sacro entro cui viene edificato un tempio.

  La base etimologica di muristénisMuristénis  Monastìr sta nel sumwro mur ‘vestire, vestirsi’ + assiro išteniš ‘insieme; in totale’; ištēnû ‘single’, ‘in accordo, unito’ < ištēn ‘uno’ enfatico dopo un nome o davanti a un nome; usato specialmente in matematica; è infatti il numero ‘uno’; ‘single’; ‘il primo’; ištēnâ ‘uno ciascuno, uno per uno’; a Mari (nell’alta Mesopotamia) significò ‘tutto insieme’. Il significato di murišteniš fu in origine ‘banda, rifascio unitario’, o’ ‘circolo che racchiude l’Unità’ (ossia che protegge il Dio risiedente nel tempio).

  Però è possibile che il termine attuale muru ‘muro, muraglia’, pur passando per il sumero mur a indicare un “rivestimento” (di una corte, un cortile), possa ricavarsi dall’agglutinazione di sum. mu ‘crescere’ + ru ‘architettura’, col significato di ‘architettura in elevazione’, ‘struttura in elevazione’. Col che murišteniš significherebbe più semplicemente ‘muraglia unica’ o ‘muro che protegge l’Unità’.

Va da sé che il toponimo moderno Monastìr sia la corruzione di un antico Muristénis, e non è un caso che in campidanese il nome di questo paese abbia ancora l’arcaica pronuncia.

Salvatore Dedola, glottologo-semitista

Nell’immagine: l’incipit, “M”, in Giampaolo Mele (a cura di), Die ac Nocte. I Codici Liturgici di Oristano dal Giudicato di Arborea all’età spagnola (secoli XI-XVII), Cagliari: AMD Edizioni, 2009