Quattro giorni di festa tra Sardegna e Piemonte: Biella celebra il Festival delle Identità

descrizioneDal 18 al 21 giugno 2026 musica, tradizioni, sapori, memoria e cultura nel cuore della città

Quattro giorni di festa, incontri, musica, sapori e tradizioni per raccontare una storia lunga oltre mezzo secolo. Dal 18 al 21 giugno 2026 Biella accoglie il Festival delle Identità – Paesaggi sonori tra Piemonte e Sardegna, la manifestazione promossa dal Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe che trasformerà Piazza Vittorio Veneto in una vetrina delle eccellenze culturali, enogastronomiche e popolari dell’Isola, rinsaldando quel legame speciale che unisce la comunità sarda e il territorio biellese. Una presenza che oggi conta circa 900 sardi di prima generazione e oltre 2.400 discendenti nella città capoluogo, un patrimonio umano e culturale di circa settemila sardi in tutta la provincia che continua a guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Il sipario sul Festival delle Identità si alzerà giovedì 18 giugno, alle ore 18, con un appuntamento dedicato alla cultura e alla letteratura. Protagonista sarà lo scrittore Alessandro Quattrone, che presenterà il volume Ritorno al nuovo nell’ambito dell’incontro “Racconti di Sardegna” insieme a Roberto Perinu, Giovanni Carta e Dino Gentile.

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Giugno 2026, una parola sarda al mese: “R” come “RANA”

descrizioneRadici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico di storia e di cultura sarda a Biella

RANA è parola mediterranea. La ritroviamo in italiano ed ancor prima nel lat. rāna. Ovviamente il termine vige anche, sin da epoca prelatina, nell’arcaica lingua sarda. In logudorese si dice rana, in campidanese si dice arràna in forza della legge fonetica che obbliga a preporre ar-/or– davanti a parole comincianti in r-.

Scorrendo i vari dizionari etimologici, ivi compreso l’Ernout-Meillet, si scopre che finora di rana si è ignorata l’origine. Questa lacuna è dovuta all’usuale prassi dei filologi e dei glottologi “indoeuropeisti”, che è quella di escludere dalle proprie indagini la consultazione delle grammatiche e dei dizionari della Sponda Sud del Mediterraneo. Se li avessero consultati, avrebbero fatto la stupefacente scoperta che quei dizionari danno abbondantissime prove sull’intero scibile mediterraneo. Quanto all’analisi dei termini riferiti alle piante e agli animali, avrebbero scoperto che i popoli semitici attribuivano ad ogni animale dei nomi alludenti alle proprietà o alle qualità più evidenti.

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Da “Su Nuraghe” una paròla piemontèisa al mèis, Giugno 2026, «I» come «Invern / inver»

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Omaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi” che fanno capo al Circolo culturale sardo “Su Nuraghe” di Biella. Invern / inver è parola che accompagna il sesto mese dell’anno 2026 come la si ritrova nella ricca produzione letteraria di “Tavo Burat”, Gustavo Buratti Zanchi

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Le lingue del cuore che salgono al cielo: a Pettinengo il Rosario unisce Sardegna e Piemonte

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A Pettinengo continua a risuonare la eco gentile delle preghiere innalzate in lingua materna sarda e piemontese tra le mura dell’antico oratorio dedicato a San Grato d’Aosta e Sant’Eusebio da Cagliari. Il mese mariano appena concluso ha rinnovato una consuetudine che va ben oltre il semplice rito religioso, trasformandosi in un’esperienza di comunità, memoria e condivisione.

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“Su Nuraghe” e scuola: fili che uniscono mondi

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Studenti del “Quintino Sella” di Biella consegnano al Museo delle Migrazioni di Pettinengo un mosaico di culture, lingue e tradizioni familiari – Attraverso i costumi tradizionali la scoperta del valore dell’ascolto e dell’incontro – Ogni identità è una ricchezza

Mercoledì 28 maggio, nell’aula 210 dell’Istituto Tecnico Industriale “Quintino Sella” di Biella, si è svolto un significativo momento di approfondimento culturale dedicato agli studenti della classe seconda dell’indirizzo Tessile, Abbigliamento e Moda. Relatore dell’incontro, intitolato “Il vestito come rappresentazione”, è stato Battista Saiu, antropologo responsabile del Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli di Pettinengo, realtà culturale nata per custodire e raccontare le vicende delle migrazioni, degli incontri tra popoli e delle identità che si trasformano nel tempo.

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