A “Nuraghe Chervu” di Biella un ricordo dei Caduti sambenedettesi nella Grande Guerra

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Il Comune marchigiano ha aderito a un’iniziativa culturale per erigere un monumento per celebrare il sacrificio dei soldati

Il Comune di San Benedetto del Tronto ha aderito al progetto del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella per la realizzazione di un’opera dedicata ai Caduti della Prima Guerra Mondiale nell’area monumentale “Nuraghe Chervu”.

Il progetto, in via di completamento grazie alla partecipazione di diversi Comuni italiani, ha ottenuto il favore del Ministero dell’Interno e consisterà in un omaggio al sacrificio dei soldati italiani, rappresentato da una composizione di lapidi recanti il nome del Comune di provenienza e il numero dei Caduti registrati durante la Grande Guerra.

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Su Nuraghe vince 4-0 contro “SB Team” e va in semifinale

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Si è conclusa con il risultato di 4-0 in favore di “Su Nuraghe Calcio Biella” la partita contro “SB Team”, formazione allenata da Giuseppe Pozzati e capitanata da Andrea Serra.

Partita regolare, giocata con grande determinazione nonostante qualche critica all’arbitraggio di Michelangelo Faccin.

Assente per infortunio lo storico capitano di “Su Nuraghe” Edoardo Ceria, primo della classifica marcatori con 38 gol nel carniere, sostituito dal capitano Manuel Pizzo, autore del primo spettacolare gol. Con lui hanno messo la palla in rete Nicholas Bovolenta, Federico Golzio e Gabriele Giusio. Risultato netto che promuove in semifinale la formazione allenata da Roberto Geromel e coordinata da Gaspare Carmona.

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Pregare in lingua materna, rosario in Sardo e in Piemontese

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Con l’arrivo del mese di maggio, a canton Gurgo di Pettinengo, tutte le sere alle ore 20:15, è possibile pregare in lingua materna nella chiesa intitolata ai Santi Grato di Aosta ed Eusebio da Cagliari.

Nel mese dedicato alla “Mamma celeste”, la recita delle poste del Santo Rosario viene fatta in italiano e in piemontese, nella variante di Canton Gurgo di Pettinengo. Frutto di elaborazione linguistica, messa a punto nelle edizioni precedenti il Covid 19, il Rosario in lingua piemontese fa il paio con “su Rosariu cantadu” che verrà intonato domenica 29 maggio 2022 dalla comunità dei Sardi di Biella nelle melodie tradizionali di Belvì e di Atzara (Nuoro). In questo caso, i testi utilizzati sono quelli codificati in “Su Catechismu brevi”, pubblicato ad Oristano nel 1922 da mons. Giorgio Francesco Maria del Rio ((1865-1938), arcivescovo metropolita arborense dal 1920, protettore dell’Istituto delle “Figlie di San Giuseppe”, suore presenti a Biella nella Clinica Villa Vialarda fino al recente loro trasferimento a Roma.

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Da Fossa arrivano cinque alpini per consegnare la pietra di memoria per “Nuraghe Chervu”

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L’area monumentale “Nuraghe Chervu” continua ad arricchirsi

Una delegazione di cinque alpini è arrivata da Fossa, piccolo comune di 700 abitanti nella provincia dell’Aquila, in Abruzzo, per portare in città una nuova pietra da destinare alla realizzazione del selciato della memoria. Il progetto, sostenuto dal Comune di Biella (per l’occasione erano presenti il sindaco, il vicesindaco e l’assessore al Turismo), con la preziosa collaborazione della Prefettura di Biella e promosso dal Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” si pone l’obiettivo di completare, con una pavimentazione lapidea composta da pietre di riuso provenienti da diversi comuni italiani, l’area monumentale “Nuraghe Chervu”.
“Abbiamo percorso più di 720 km – racconta una delle penne nere abruzzesi – per portare il nostro contributo. Al nostro sindaco Fabrizio Boccabella questo progetto è subito piaciuto e siamo contenti di essere venuti a Biella per onorare la Brigata “Sassari” e tutti i Caduti della Prima Guerra Mondiale. Ora raggiungeremo Rimini per partecipare all’Adunata Nazionale”.

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Fiocco rosa all’Oasi delle Api: nei “Casiddos di Nuraghe Chervu” è nata una nuova regina

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A Biella, la Oasi delle Api “Casiddos di Nuraghe Chervu” è uno strumento di educazione ambientale con visite guidate gratuite a privati cittadini e a tutte le scuole che ne fanno richiesta (telefono Idillio: 334 345 2685).

Nei giorni scorsi, la recente visita all’Oasi delle Api ha messo in evidenza la presenza nell’alveare di celle reali, segno di prosperità ma anche della inequivocabile volontà di voler sciamare per dare origine a una nuova famiglia. “Ad evitare la fuoriuscita dello sciame, che avrebbe potuto insediarsi in qualche luogo inaccessibile e non recuperabile – ha dichiarato il dott. Paolo Detoma, presidente dell’Associazione Biellese Apicoltori – abbiamo provveduto a una divisione artificiale allocando in una nuova arnia una parte dei favi su cui sono presenti le celle reali”. Nei giorni successivi da una di queste celle è nata una nuova ape regina dando origine a una nuova famiglia che va ad affiancarsi a quella esistente.

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