Filet a Su Nuraghe, il filo della memoria diventa rete

donne del filet

Con l’arrivo dell’estate, le attività del Circolo Culturale Sardo di Biella vengono sospese per riprendere a settembre. In tanti hanno prenotato da tempo il passaggio in nave per garantirsi il rientro ai luoghi di origine. Archiviata la Festa sarda di giugno, molti sono già in viaggio e la complessa macchina organizzativa di Su Nuraghe rallenta. Per chi rimane, le attività traslocano in abitazioni private. Le “Donne del filet” che da otto anni, puntualmente, ogni mercoledì si incontrano a Su Nuraghe, trasferiscono la loro sede estiva presso arieggiati cortili della campagna biellese.
Un gruppo affiatato di donne, unite dalla tecnica del ricamo a filet, “filo della memoria” che diventa “rete”, passando dalla decana iniziatrice, “zia” Antonietta Sotgiu di Bosa (Oristano), alle allieve di oggi, sarde e continentali, nate in diverse parti d’Italia e del mondo. Il ricamo a meandro è il seme, la nota iniziale che ha fatto incontrare le abili artigiane depositarie di cultura popolare; ciascuna portatrice di saperi che vengono condivisi e tramandati. Ricamatrici esperte disposte a imparare e ad insegnare attraverso gesti e parole. Durante i mesi estivi, quando molti sono in vacanza, prepareranno nuovi lavori da mostrare alla riapertura del Circolo. Appuntamento a Su Nuraghe mercoledì 13 settembre, alle ore 15, in via Galileo Galilei, 11, a Biella. Info Grazia 3294236841.

Eulalia Galanu

Sardi e Biellesi tra Alpi ed Isola

Biella, Severino Mighela ritratto nel ristretto del Bar Mighela

Mese di Luglio. Su Calendariu 2017 è il messaggio, tangibile e visivo, attraverso il quale la Comunità dei Sardi di Biella vuole fornire il proprio contributo alla memoria quale elemento fondamentale per la consapevolezza nell’affrontare il presente e costruire il domani.

Secoli di storia hanno visto lo “scambio” reciproco di personaggi tra Sardegna e Biellese, vedendo i singoli protagonisti nei rispettivi luoghi d’arrivo. Scorrendo i secoli, partendo dal ‘700, ricordiamo tra questi Filippo Ferrero Fischi della Marmora e Vittorio Ludovico de Hallot des Hayes, viceré di Sardegna, e monsignor Giulio Cesare Viancini, già arcivescovo di Sassari, primo vescovo di Biella. Indimenticabili nell’800 risultano Alberto Ferrero della Marmora, gli esponenti della famiglia Sella e Vittorio Besso. Nel ‘900 risaltano le vite di migliaia di uomini e donne che emigrano per lavoro e per servire la patria tra terra e mare. Tra questi Martino Veduti, capitano della Compagnia dei Carabinieri di Biella negli anni Venti, dopo aver prestato servizio dal 1915 tra le fila del 151° Reggimento della Brigata Sassari, venendo decorato anche con la medaglia d’oro. Tra coloro che vissero ai piedi del Mucrone, frequentando ed incontrando conterranei presso il bar “Mighela” di Biella, spiccano il maresciallo turritano Giovanni Maria Foddanu, comandante le carceri del Piazzo, il prof. Satta di Ozieri ed il dott. Cabras, rispettivamente primario e medico presso l’Ospedale cittadino. Il Mighela fu frequentato tra gli altri, già dal 1938, epoca della prima esposizione a Biella, dal sassarese Giuseppe Biasi, artista italiano, figura fondamentale dell’illustrazione e della pittura sarda, importante autore europeo del XX Secolo che, ad Andorno Micca, nel maggio del 1945, a guerra oramai finita e libertà riconquistata, trovò tragicamente la morte.

Gianni Cilloco

Nell’immagine: Biella, Severino Mighela ritratto nel ristretto del “Bar Mighela”

“Enoteca bar da Sergio”, Biella incontra l’enogastronomia sarda

Sergio

Dopo aver finito il percorso di studi della scuola dell’obbligo, a 15 anni, Sergio Casu, per due anni va a fare il falegname come garzone di bottega per imparare l’antica arte dei “menusieri”. Altri due a fare l’elettricista e altrettanti da operaio presso la Pettinatura Biellese, quindi partenza per Londra, al rientro va in Sardegna per una lunga stagione, in seguito decide di partire per il Messico.
Al ritorno una breve parentesi a Milano, per poi andare a Pesaro e dopo ancora nella sua amata Sardegna per un’altra fantastica stagione.
Figlio di Baingio Casu di Osilo e Daniela Sanvido di Cesiomaggiore provincia di Belluno, Sergio rientra a Biella per lavorare come cameriere e, dopo 7 anni, decide di aprire un locale “Bar da Sergio” nella centralissima via Gramsci, 12 con il suo dehors, l’accogliente spazio esterno ai bordi della zona pedonale del centro cittadino.
Il “bar da Sergio” si è caratterizzato anche dagli aperitivi sardi e i fiumi di Ichnusa e per l’amore verso la propria terra sarda.
A breve, con l’ampliamento e la nuova risistemazione dei locali, vini e liquori di Sardegna, associati a prodotti dell’enogastronomia sarda piemontese troveranno giusta collocazione, trasformando il “Bar da Sergio”, in “Enoteca bar da Sergio”.

Elia Masedu

Ben oltre Isola e Penisola: “Su bellu est su chi no bies, est in intro”

rappresentanza di Su Nuraghe alla Malpenga

La “Madre dell’ucciso” di Francesco Ciusa è esposta a Pettinengo in via Fiume, 12. Inserito nella Rete Museale Biellese, il Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli è aperto tutte le domeniche, ore 14:00-19:00. Info e contatti: Idillio, 3343453649 – Ingresso libero.

Sabato scorso, i cancelli della Malpenga si sono spalancati per accogliere una rappresentanza di Su Nuraghe in occasione dell’arrivo dalla Sardegna di Aldo Brigaglia. Marito di Vera Ciusa, Brigaglia è stato invitato a Pettinengo (Biella), per parlare attraverso documenti di famiglia dell’uomo, l’artista e le opere, focalizzando l’attenzione sulla statua in marmo la “Madre dell’ucciso”, opera di Francesco Ciusa. Recentemente ritrovata nella sontuosa villa della collina biellese, presentata in gesso alla Biennale di Venezia del 1907, l’opera marmorea venne acquistata dal conte Vittorio Buratti nel 1942 per 68.000 Lire dalla Galleria d’Arte di Paolo Triscornia di Ferdinando, marmi greggi segati e lavorati di Carrara, unitamente ad altre statue per impreziosire parco e saloni della principesca abitazione. In quegli anni, la storica dimora, una delle più sontuose della collina biellese, era sede di decisioni e d’incontro dei più importanti personaggi della politica e dell’economia del tempo. Altro luogo di incontri dell’alta società, erano le salette riservate del centralissimo “Mighela”, lo storico bar dei Sardi inaugurato nel 1901 tra via Vescovato e l’attuale via Italia.Continua a leggere →

Fiaccola Special Olympics nel nome della Polizia Penitenziaria

 Biella, Agenti motociclisti con l'atleta Valeria Roffino, insieme a Veronica Nuvoli, Simone e Giada Leonardi

Motociclisti della Polizia Penitenziaria in rappresentanza con l’atleta Valeria Roffino del Gruppo Sportivo delle Fiamme Azzurre della Polizia Penitenziaria, insieme a Veronica Nuvoli, originaria di Sassari, Simone e Giada (moglie e figli) di Pasquale Leonardi recentemente scomparso – insieme a motociclisti della Polizia Stradale, della Polizia Municipale e della Protezione Civile – hanno avuto il compito di scortare all’interno dello Stadio Pozzo-Lamarmora di Biella la fiaccola della XXXIII edizione dei Giochi nazionali estivi Special Olympics. Una tradizione costituita da staffette internazionali effettuate da agenti di polizia per la raccolta di donazioni in favore di Special Olympics del proprio paese. La “Law Enforcement Torch Run®” è azione di beneficenza e importante mezzo per promuovere la consapevolezza nella società dell’accoglienza delle diversità.
La Polizia Penitenziaria e l’Atletica Fiamme Azzurre sono in lutto per Pasquale Leonardi, stroncato da un malore a 40 anni. Malore improvviso che ha portato via il Vice-Ispettore di Polizia Penitenziaria presso il Reparto di Biella, lasciando tutti nel dolore. Continua a leggere →