Nel diritto pubblico, è costante l’affermazione per la quale lo Stato italiano non è altro che l’antico Regno di Sardegna e lo stesso appellativo Regno d’Italia, assunto con legge 17 marzo 1861 n. 4671, è solo il nuovo nome: le leggi ed il sistema amministrativo passarono, infatti, dal vecchio al nuovo Stato unitario
Oggi è il 17 Marzo 2010: 365 giorni ci separano da Giovedì 17 Marzo 2011, giornata fatidica nella quale verrà celebrato il 150° dell’Unità d’Italia, proclamata la con Legge n. 4671 del 17 marzo 1861. Ad un anno dall’evento interessanti ed assai utili si palesano alcune riflessioni circa il percorso che ha condotto all’unione politica della penisola, anche alla luce dell’atmosfera culturale riscontrabile nella nostra attuale quotidianità, in stretta connessioni a quanto concerne la Sardegna, nostra terra di origine.
In particolare, all’evidenza dell’attenzione si è riproposta, grazie ad un articolo del prof. F.C.Casula, intitolato Vogliamo rimettere in piedi la nostra storia rovesciata?, apparso sul sito www.gianfrancopintore.net/index.php e rilanciato dal sito di www.emigratisardi.com Domenica 21 Febbraio scorso, la teoria storiografica denominata Dottrina della Statualità. Una tesi originale e rivoluzionaria, trattata di recente nel libro dello stesso autore, La terza via della storia. Il caso Italia, (Ets, Pisa, 1997).
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Domenica 21 marzo, alle ore 13.00, nei saloni dell’ANFFAS di Gaglianico: pranzo di solidarietà.
Nell’ultimo periodo si è fatto qualche breve cenno alla solidarietà, al dono e all’altruismo, focalizzando l’attenzione sui substrati culturali che stanno alla base di tali concetti. In particolare si era tentato di sottolineare come il termine solidarietà indichi un atteggiamento benevolente e comprensivo, gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di aiuto. Si è inoltre evidenziato come lo stesso vocabolo dono porti in sé l’idea della relazione, dei rapporti umani, presupponendo, così, un valore, una dignità insita nel soggetto destinatario che, specie nell’ottica giudaico-cristiana, è sempre e comunque presente, a prescindere dall’etnia, dalle origini, dalla salute, dalla capacità economica e dalla cultura dell’individuo coinvolto, in quanto gli esseri umani sono stati creati ad immagine e somiglianza di Dio (Genesi I, 26-27) ed, in quanto tali, appartengono alla “grande famiglia umana” nella quale esiste una sorta di dovere morale ad essere solidali gli uni con gli altri, sia nel bene sia nel male. Simone Weil, a tale proposito, riteneva che la più grande grazia fosse di sapere che gli altri esistono (Cfr. O.Clément, Le feste cristiane, Ed. Qiqajon – Comunità di Bose, Magnano, 2000, p. 92): ciò richiama il concetto di “vita insieme“, la koinonía, la messa in comune della vita e non solo dei beni e dei talenti, carattere costitutivo ed, al tempo, distintivo delle comunità dei primi Cristiani del I secolo d.C. (Atti degli Apostoli II, 42-45; IV, 32-35).
Un evento articolato in tre città: Biella, Gattinara e Vercelli – Venerdì 19 marzo, alle ore 21, nei saloni del Punto Cagliari, in via Galilei, 11, a Biella, incontro con la scrittrice Michela Murgia.